Corso di disegno 24H Drawing Lab
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Imparare a disegnare: il momento in cui smetti di copiare e inizi davvero a vedere

10/3/2026

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imparare a disegnare il volto – esercizio di disegno realistico

Imparare a disegnare: il momento in cui smetti di copiare e inizi davvero a vedere

Chi inizia un corso di disegno o prova a imparare a disegnare da autodidatta pensa quasi sempre che il problema sia la mano. Si crede che il tratto sia incerto, che manchi precisione o che serva quel famoso “talento naturale” che alcune persone sembrano avere e altre no.

In realtà, per chi vuole imparare a disegnare, soprattutto nel disegno realistico, il vero ostacolo raramente è la mano.
Il punto cruciale è lo sguardo.

Molte persone cercano online come imparare a disegnare da zero, ma spesso non sanno che il cambiamento più importante non riguarda la tecnica. Riguarda il modo in cui si osserva.

All’inizio si tende infatti a disegnare ciò che si pensa di vedere, non ciò che si ha davvero davanti agli occhi, questo perché il cervello interviene molto rapidamente e sostituisce l’osservazione con schemi già conosciuti: un occhio diventa una forma standard, un naso una curva semplificata, una bocca un contorno già memorizzato.

Per questo molti primi disegni sembrano stilizzati e non convincono: somigliano più all’idea di un volto che a un volto reale.

Nel percorso di apprendimento del disegno realistico, però, arriva quasi sempre un momento preciso in cui qualcosa cambia: è il momento in cui si smette di copiare e si inizia davvero a vedere.

Perché chi inizia a disegnare "ricorda" invece di osservare

Quando si prova a imparare a disegnare, il cervello cerca scorciatoie, ma è un meccanismo naturale: nella vita quotidiana serve a riconoscere rapidamente volti, oggetti e situazioni. Il problema è che nel disegno questo automatismo porta a usare simboli mentali e il risultato è un disegno che sembra corretto ma che appare rigido o stereotipato.

Secondo il neuroscienziato Erik Kandel, è la memoria che abbiamo del mondo che rema contro il nostro saper disegnare, perché siamo più inclini a disegnare ciò che ricordiamo di ciò che osserviamo realmente.

Per chi vuole sviluppare un disegno realistico, il passaggio fondamentale è imparare a rallentare questo processo e tornare a osservare davvero ciò che si ha davanti.
Molte persone cercano su Google come imparare a disegnare bene, oppure come disegnare un volto realistico. Il punto di partenza, però, non è la tecnica ma l’osservazione.

Quando lo sguardo cambia nel disegno realistico

Nel disegno realistico la capacità più importante non è la sicurezza del tratto né la velocità, ma l’osservazione. Quando lo sguardo diventa più attento, si inizia a notare qualcosa che prima passava inosservato: il volto umano non è fatto di elementi isolati ma di relazioni tra forme. Ogni forma che esiste in rapporto all’altra all'interno di una superficie che è fatta di piccoli cambiamenti di direzione, piani di luce e ombre sottili. Non si tratta più di copiare un’immagine, ma di costruirla.

Il passaggio dalla copia alla comprensione nel disegno

Molte persone che iniziano a studiare disegno a matita scoprono presto che la vera difficoltà non è tracciare linee.
La difficoltà è imparare a guardare. Per questo scelgono un corso di disegno per principianti che insegni prima di tutto a osservare.

All’inizio è normale copiare: si segue il contorno di una fotografia, si prova a replicare una forma così come appare. Poi, gradualmente, qualcosa si sposta.

Si comincia a vedere:
  • la struttura del volto
  • le proporzioni tra gli elementi
  • la direzione della luce
  • le ombre che costruiscono il volume
A quel punto il disegno smette di essere una semplice imitazione.

Il metodo per imparare a disegnare davvero

Molte persone smettono di disegnare perché pensano di non essere portate, in realtà spesso manca semplicemente un metodo: un percorso strategico reso celebre dagli studi di Betty Edwards.

​Quando si segue un percorso chiaro per imparare a disegnare, il processo diventa progressivo e comprensibile. Il disegno non è più una sequenza di tentativi casuali ma un lavoro costruito passo dopo passo: puoi scoprire di più il metodo reso popolare dal nome stesso "Drawing on the right side of the brain" (Disegnare con la parte destra del cervello). In italiano la traduzione perde leggermente, perché in inglese "right" non significa soltanto "destra", ma anche "giusta" ("Disegnare con la parte giusta del cervello").
​
Nel disegno realistico il processo segue generalmente alcune fasi fondamentali:
  1. prima si costruisce la struttura del volto
  2. poi si definiscono le proporzioni
  3. successivamente si sviluppano i volumi
  4. infine si lavorano i dettagli e le sfumature
​
Seguendo questi passaggi, anche chi parte da zero può sviluppare gradualmente la capacità di disegnare.
Non è una questione di talento improvviso, ma di osservazione e pratica guidata.

Quando il disegno smette di essere frustrante

Uno degli aspetti più sorprendenti per chi decide di imparare a disegnare è che, a un certo punto, cambia anche il modo di guardare il mondo: si iniziano a vedere le inclinazioni delle linee, le distanze tra le forme, le ombre che costruiscono il volume.
Un volto, per esempio, non appare più come un insieme indistinto di elementi ma come una struttura fatta di rapporti precisi.

​Questo tipo di osservazione non nasce da un talento naturale ma da un metodo di apprendimento del disegno.

Il vero punto di svolta per chi vuole imparare a disegnare

Il momento in cui si smette di copiare e si inizia a vedere rappresenta una svolta per chi sta imparando il disegno realistico. Spesso questo cambiamento diventa evidente quando si realizza il primo autoritratto somigliante.

Il disegno diventa allora qualcosa di più di una tecnica: diventa un esercizio di attenzione, pazienza e consapevolezza visiva.
​
È proprio da qui che molti percorsi artistici iniziano davvero. Nel corso di disegno di 24H Drawing Lab, il lavoro parte proprio da questo principio: sviluppare uno sguardo più consapevole e costruire passo dopo passo le basi del disegno realistico, anche per chi pensa di non avere talento o non ha mai disegnato prima.

Perché, prima della mano, è lo sguardo che impara a disegnare.
scopri il corso di disegno
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Corso di disegno online individuale: imparare a disegnare con un metodo personalizzato

27/2/2026

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Autoritratto prima e dopo il corso di disegno online individuale
Molte persone cercano un corso di disegno online perché vogliono imparare davvero, ma non sempre trovano un percorso adatto a loro. C’è chi parte da zero, o chi ha già disegnato ma affronta una specie di blocco che non gli permette di continuare. Oppure c’è chi vuole migliorare velocemente.

Il corso di disegno online individuale nasce proprio per questo: offrire un percorso su misura, in cui ogni lezione è costruita intorno alla persona.

​Nel percorso di 24H Drawing Lab il disegno non è un talento misterioso, ma un modo di vedere che si può allenare. Disegnare significa imparare a osservare, e l’osservazione può essere guidata passo dopo passo.

Disegnare è una pratica che accompagna la nostra vita al di là del nostro coinvolgimento professionale nell'arte. Impariamo a leggere e scrivere non per diventare poeti o scrittori, ma per incrementare il pensiero.

Il disegno ci aiuta a pensare visivamente, ed ha sempre esercitato un grande fascino per artisti e non. Storicamente alla base della formazione artistica, come mostra questo approfondimento sulla pratica del disegno nella storia dell’arte.

Perché scegliere un corso di disegno online individuale

Un corso individuale è diverso da un corso di gruppo: è un percorso costruito sui tuoi tempi e sulle tue esigenze.

Nel corso individuale puoi:
  • partire da zero senza sentirti in ritardo
  • migliorare rapidamente
  • lavorare sugli ostacoli
  • avere esercizi su misura
Ogni persona ha un modo diverso di vedere e disegnare. Un percorso individuale permette progressi disegnati sui tuoi tempi.

Imparare a disegnare online funziona davvero?

Molte persone si chiedono se sia possibile imparare a disegnare online.
La risposta è sì, quando il corso non si limita a spiegazioni teoriche ma include esercizi guidati e feedback diretto.
Un corso online permette inoltre di:
  • seguire le lezioni da casa
  • evitare spostamenti
  • organizzare meglio il tempo
  • mantenere continuità
La flessibilità è uno dei motivi principali per cui sempre più persone scelgono la formazione online.

​Se vuoi approfondire puoi vedere tutti i dettagli del corso di disegno online qui.

A chi è adatto il corso di disegno online individuale

Questo corso è adatto se:
  • pensi di non saper disegnare
  • vuoi imparare a disegnare da zero
  • hai già disegnato ma non senti di aver avuto grossi progressi
  • hai poco tempo e vuoi usarlo bene

Molti partecipanti arrivano con una frase molto semplice:

"Io non so disegnare."

Per noi è un'affermazione temporanea, che può essere smentita in 24 ore di corso.

Come funziona il corso online individuale

Il corso si svolge online in aula virtuale con insegnanti live.
Durante le lezioni:
  • disegni dal vivo
  • ricevi correzioni in tempo reale
  • lavori su esercizi progressivi
  • costruisci un percorso personale
Il lavoro parte dalle basi:
  • osservazione: cosa ostacola la buona riuscita di un disegno?
​E arriva a:
  • ritratto e autoritratto
  • tecniche artistiche
  • approfondimenti personali
Il percorso è aperto sia a principianti sia a chi vuole migliorare.

Il vantaggio più grande: attenzione individuale

Nel corso individuale qualcuno guarda davvero come disegni e costruisce insieme a te il tuo percorso. Si tiene a mente il processo che porta alla comprensione del disegno ed è questo che porta a migliorare.

Il primo passo è semplice

Non serve esperienza, né talento ma solo voglia di provare.
Il corso online individuale è spesso il modo più semplice per iniziare o ricominciare.

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Ritrarre chi non c’è più: perché il disegno può restituire presenza

24/2/2026

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Bambino che disegna il ritratto della nonna, trasformando il ricordo in un gesto concreto

Ritrarre chi non c’è più: perché il disegno può restituire presenza

​Ci sono immagini che non abitano solo nella memoria visiva, ma vivono nei gesti, nelle pause, nel modo in cui qualcuno inclinava la testa o socchiudeva gli occhi quando sorrideva.

Quando una persona non c’è più, resta il ricordo raccontato da foto.

Ma tra una fotografia e la sensazione di presenza esiste una distanza sottile: realizzare un ritratto realistico da una fotografia può diventare un modo concreto per attraversarla.

Molte persone iniziano a imparare a disegnare proprio da qui: dal desiderio di rendere di nuovo visibile un volto importante. Anche chi comincia a disegnare da zero può scoprire che il disegno realistico non è solo una tecnica ma un modo di osservare.

In un corso di disegno strutturato si impara progressivamente a costruire un volto con metodo, partendo dall’osservazione prima ancora che dalla mano. Non si tratta solo di disegnare ma si tratta di tornare a guardare davvero.

Disegnare un ritratto da una foto: non è copiare, è osservare

Quando si sceglie di disegnare un ritratto da una foto, l’obiettivo non è replicare meccanicamente un’immagine perché il vero punto non è la copia ma l’osservazione. Nel percorso di apprendimento del disegno realistico, una delle competenze fondamentali è proprio questa: imparare a vedere proporzioni, volumi, inclinazioni, ombre.

Ogni linea diventa una domanda:

· com’era davvero quell’espressione?
· dove cadeva la luce sul volto?
· quanto era marcata quell’asimmetria?


Imparare come disegnare un ritratto realistico significa allenare lo sguardo prima ancora della mano, e
d è nel rallentare che accade qualcosa di inatteso: il volto smette di essere solo una fotografia e torna ad avere profondità.

Ritratto realistico a matita: tecnica e presenza

​Un ritratto a matita realistico non nasce da un talento improvviso, ma prende forma attraverso un metodo chiaro e un’osservazione consapevole, attenta ai dettagli che rendono un volto davvero presente.

Per restituire presenza a un volto servono basi solide:
  • costruzione corretta delle proporzioni
  • comprensione della struttura del cranio
  • lettura dei piani del volto
  • gestione dei valori tonali per creare tridimensionalità
Senza queste fondamenta, il risultato rischia di non essere morfologicamente attendibile.

La tecnica non toglie emozione: la sostiene.
Quando le proporzioni funzionano e le ombre sono costruite con consapevolezza, l’espressione emerge in modo naturale. E il disegno smette di essere un esercizio: diventa esperienza.

“Non ho talento per il ritratto”

​Davanti all’idea di realizzare un ritratto, soprattutto se legato a qualcuno che non c’è più, può emergere un blocco.
“Non sono capace.”
“Il ritratto è troppo difficile.”

In realtà, imparare a disegnare ritratti realistici è un percorso tecnico e non un dono riservato a pochi. Chi vuole capire meglio cosa significhi iniziare a disegnare può approfondire anche il percorso di chi decide di imparare a disegnare da zero.

Disegnare da una fotografia richiede:
  • un processo guidato
  • esercizi progressivi
  • comprensione degli errori più comuni

Con una struttura chiara, anche un volto complesso può essere affrontato passo dopo passo. Non serve sentirsi artisti ma serve imparare un metodo.

Perché il disegno può restituire presenza

​Mentre la fotografia congela un istante, il disegno è un processo che si costruisce nel tempo: tra il primo tratto leggero e l’ultima ombra passano minuti, ore. In quel tempo il volto viene ricostruito lentamente e mentre si costruisce, cambia la relazione con quell’immagine. Non si guarda più soltanto una foto ma si partecipa alla sua rinascita sulla carta.

È proprio questo processo che rende il ritratto realistico da fotografia qualcosa di diverso da una semplice copia.
Diventa un atto di attenzione profonda: il volto non è più solo memoria e diventa invece presenza visiva, concreta.

Disegnare per ricordare, ma anche per comprendere

​Ritrarre chi non c’è più, dunque, non significa restare fermi nel passato ma significa trasformare un ricordo in gesto: il movimento lento della matita aiuta a rielaborare. Non riempie certamente un’assenza, ma crea uno spazio in cui quell’assenza non è più soltanto vuoto.

Molte persone scoprono che, mentre lavorano su un ritratto realistico a matita, emergono dettagli mai notati prima: piccole tensioni nel volto, una dolcezza negli occhi, un’espressione che prima sembrava secondaria. Il disegno diventa un ponte: tra memoria e presente, tra immagine e presenza.

Come imparare a disegnare un ritratto realistico

Chi desidera capire davvero come disegnare un ritratto da una fotografia ha bisogno di un percorso strutturato.
Non bastano tutorial casuali o tentativi isolati.
Serve:
  • una guida chiara sulla costruzione del volto
  • un metodo per controllare proporzioni e allineamenti
  • esercizi sui valori tonali
  • pratica graduale sul ritratto completo

Imparare a disegnare ritratti in modo realistico significa sviluppare uno sguardo consapevole e una mano sicura. Il lavoro di 24H Drawing Lab parte dallo sguardo prima ancora che dal risultato.

Chi sente che il disegno può diventare un modo per attraversare un ricordo, e non solo rappresentarlo, può trovare in un percorso guidato gli strumenti tecnici per farlo con solidità e rispetto. Ritrarre chi non c’è più non è soltanto un esercizio tecnico, ma è un atto di presenza costruito con metodo.

E il metodo, si può imparare.
Se desideri imparare a disegnare un ritratto realistico partendo da zero, un percorso guidato può aiutarti a sviluppare metodo e sicurezza passo dopo passo.

​Scopri come funziona il percorso di disegno di 24H Drawing Lab.
scopri il percorso
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Disegnare quando le parole non bastano: il segno come forma di cura

11/2/2026

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Donna seduta a terra che disegna in uno studio luminoso, circondata da fogli e opere, mentre usa il segno come forma di ascolto e cura.
Ci sono momenti in cui le parole non riescono a contenere ciò che si muove dentro. Non perché manchino, ma perché arrivano dopo. È in questi momenti che il disegno precede il linguaggio e rivela ciò che sta “dentro” attraverso:
  • una linea tracciata senza un’idea precisa
  • una forma che nasce quasi per necessità
  • un gesto semplice che trova spazio sul foglio
Disegnare, in questo senso, non riguarda l’abilità o il risultato, ma diventa un modo per rallentare e ascoltare.

Quando il disegno non deve dimostrare nulla

​Nel racconto comune, il disegno è spesso associato alla tecnica, al miglioramento, alla resa finale.
Si finisce per disegnare con l’unico scopo di ottenere qualcosa: una forma riuscita, un segno pulito, un risultato riconoscibile.

Esiste però un altro modo di disegnare: più intimo, meno esposto, in cui il gesto ha valore nel momento stesso in cui accade. In questo spazio il foglio diventa un luogo aperto. Il tratto può essere incerto, spezzato, ripetuto, cambiare direzione, fermarsi e ricominciare. Quando il disegno non deve dimostrare nulla, si trasforma in uno spazio di libertà. Un luogo in cui sostare, senza aspettative.

Il segno come gesto che ascolta

​Disegnare può diventare una forma di ascolto profondo: non di ciò che si osserva fuori, ma di ciò che prende forma dentro. La mano segue spesso un ritmo interno:
  • più lento quando serve calma
  • più intenso quando qualcosa spinge per emergere
  • più leggero quando si lascia andare
Il corpo riconosce tempi e movimenti prima che arrivino le parole. Il segno diventa così traccia di questo ascolto.

Disegnare come pratica quotidiana

​Negli articoli di 24H Drawing Lab ritorna una stessa idea: il disegno come pratica, non come prova. Quando il disegno entra nella quotidianità:
  • cambia il rapporto con il foglio
  • si riduce la pressione del risultato
  • cresce la familiarità con il gesto
La continuità crea fiducia: nel processo, nel tempo, nel segno.

Disegnare come forma di cura influisce anche sull’autostima: scopri come il segno e la pratica quotidiana possono rafforzare il rapporto con sé nell'articolo "Lo stretto legame tra disegno e autostima".

Il disegno come spazio di tregua

​In una quotidianità ricca di stimoli e parole, il disegno può diventare uno spazio di tregua. Un momento in cui:
  • l’attenzione cambia direzione
  • il respiro si fa più ampio
  • il tempo assume un ritmo diverso
Per molte persone, questo spazio diventa una forma di cura silenziosa, integrata nella vita di ogni giorno.

Quando il segno precede il significato

​A volte il disegno arriva prima delle spiegazioni. Il segno può restare aperto, incompleto, non definito. Come le sensazioni interiori, anche il disegno ha tempi propri. Lasciarlo respirare permette di accoglierne il valore.

Presenza prima della tecnica

​Molte persone si avvicinano al disegno pensando che serva una predisposizione speciale. Ma quando il disegno viene vissuto come pratica di ascolto, il centro si sposta. Contano la presenza, la disponibilità a tracciare una linea, conta la scelta di concedersi tempo.

Il valore del tempo condiviso con il disegno

​Disegnare con regolarità crea uno spazio stabile. Non per arrivare a un risultato, ma per costruire una relazione con il segno.

Un invito ad aprire uno spazio

​Avvicinarsi al disegno in questo modo significa concedersi uno spazio in cui:
  • il gesto conta più del risultato
  • il segno può esistere (senza spiegare tutto)
  • il tempo diventa alleato
Per chi desidera esplorare questo approccio, 24H Drawing Lab propone percorsi che accompagnano il processo con continuità e ascolto, lasciando al disegno il tempo di fare il suo lavoro.

​A volte basta un foglio, un segno e uno spazio in cui tornare.
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Imparare a disegnare senza talento: cosa ci insegna Leonardo da Vinci

6/2/2026

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Ragazza che disegna dal vero all’aperto per imparare a disegnare senza talento

Imparare a disegnare senza talento: cosa ci insegna Leonardo da Vinci

​C’è una frase che torna spesso quando si parla di disegno: “Io non ho talento.”

La diciamo quasi con sollievo, come se ci togliesse il peso di provarci. Eppure, se potessimo fare una domanda a Leonardo da Vinci, probabilmente non sarebbe:“Avevi talento?” ma:“Come guardavi le cose?”

Perché Leonardo non ha mai impostato il suo lavoro partendo dal talento. Partiva dallo sguardo.

Perché crediamo che il disegno sia talento

Il talento è una parola comoda. È vaga, rassicurante e soprattutto sposta la responsabilità lontano da noi. Se il disegno è talento, allora:
  • o ce l’hai
  • o non ce l’hai
Ma Leonardo ci racconta un’altra versione: il disegno è un allenamento dello sguardo, non una dote misteriosa. Ed è qui che molte persone si bloccano: non perché non sappiano disegnare, ma perché non sanno ancora guardare in modo diverso.

Guardare non è vedere: lo sguardo di Leonardo

​Guardiamo tutti, continuamente. Ma vedere davvero è tutt’altra cosa. Vedere significa fermarsi. Significa:
  • notare una curva invece di una linea generica
  • un’ombra che non è grigia, ma calda
  • una mano che non è “una mano”, ma un insieme di volumi che dialogano tra loro
Leonardo passava ore a osservare. Questo approccio è ben documentato nei suoi taccuini, in particolare nel Codice Atlantico, una delle più grandi raccolte dei suoi studi. Studiava il movimento dell’acqua, le pieghe dei tessuti, i volti delle persone comuni. Non perché dovesse “disegnarli bene”, ma perché voleva capirli. Il disegno, per lui, era una conseguenza. Non il punto di partenza.

Disegnare è un allenamento, non un dono

​Molte persone cercano come imparare a disegnare senza talento. La verità è che non serve una dote speciale: serve allenare lo sguardo. Quando inizi davvero a osservare, succede una cosa strana: il mondo rallenta.
  • Le forme diventano più chiare.
  • Gli errori diventano informazioni.
  • Il foglio smette di essere un giudice e diventa un luogo di esplorazione.
È il momento in cui il disegno smette di essere “prestazione” e diventa processo. Ed è anche il momento in cui molte persone scoprono che non erano “negate”: erano solo abituate a guardare di fretta.

Come imparare a disegnare partendo dall’osservazione

​Se senti che:
  • disegni copiando senza davvero comprendere
  • ti perdi nei dettagli e non vedi l’insieme
  • ti blocchi perché “non viene come dovrebbe”
non è un problema di mano. È uno sguardo che può essere allenato. La mano va dove l’occhio la guida. Imparare a disegnare senza talento significa imparare a vedere prima di fare.

Perché a 24H Drawing Lab si parte dallo sguardo

​A 24H Drawing Lab il punto non è insegnarti come fare un bel disegno, ma accompagnarti a vedere meglio. Ad osservare. Lavoriamo con adulti che vogliono imparare a disegnare partendo da zero, anche se hanno sempre pensato di non essere portati. Perché quando impari a guardare davvero, il segno trova la sua strada.

E no, non succede per magia. Succede con il tempo giusto (ci vuole meno di quanto pensi), con esercizi pensati, con un approccio che non ti chiede la perfezione, ma presente.

Leonardo lo sapeva già

​Leonardo non cercava il talento perché sapeva che è una scorciatoia sbagliata. Cercava uno sguardo curioso, paziente, disposto a fare domande. Ed è una buona notizia per tutti noi. Perché significa che il disegno non è un dono riservato a pochi, ma una pratica accessibile a chi è disposto a guardare davvero.

​Se senti che è da lì che vuoi partire, dallo sguardo, non dal giudizio, allora sei già nel posto giusto. Perché prima del segno c’è lo sguardo. E tutto il resto viene dopo.
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Perché pensiamo di non saper disegnare

28/1/2026

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Una ragazza guarda i suoi disegni con poco entusiasmo
Perché pensiamo di non saper disegnare.

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente ti è già capitato di dirlo ad alta voce o di pensarlo almeno una volta: “Io non so disegnare.”

È una frase diffusissima. La sentiamo ripetere da adulti intelligenti, sensibili, curiosi, spesso molto competenti in altri ambiti. Eppure, quando si parla di disegno, qualcosa si blocca.

Ma da dove nasce davvero questa convinzione? E soprattutto: è vera?

In questo articolo voglio smontare l’idea che il disegno sia un talento innato e mostrare perché pensiamo di non saper disegnare (anche quando potremmo imparare benissimo).

Il primo grande equivoco: il disegno come talento

Fin da piccoli ci viene raccontato (più o meno implicitamente) che il disegno è un dono naturale. C’è chi “è portato” e chi no. Chi sa disegnare bene viene lodato, chi fa fatica viene corretto o, peggio, smette di provarci.

Così impariamo presto che sbagliare equivale a non essere capaci e intorno agli 8–10 anni, moltissime persone smettono di disegnare del tutto.

Non perché non potrebbero imparare, ma perché preferiscono evitare di esporsi al giudizio.

Perché da adulti diciamo “non so disegnare”.


Quando un adulto dice di non saper disegnare, nella maggior parte dei casi non sta parlando di una reale incapacità tecnica, prestando la giusta attenzione ci si accorge che sta parlando di altro:
  • della paura di fare qualcosa di brutto
  • del confronto con chi disegna meglio
  • del ricordo di un giudizio ricevuto anni prima (abbiamo esempi numerosissimi)
  • dell’idea che “ormai è troppo tardi per imparare”
Il disegno diventa così un territorio emotivamente delicato.

​Eppure, dal punto di vista dell’apprendimento, non c’è nulla di speciale o inaccessibile nel disegno.

Disegnare non è un talento: è un linguaggio.

Disegnare significa imparare a:
  • osservare le forme
  • riconoscere le proporzioni
  • semplificare ciò che vediamo
  • tradurre lo spazio in segni

Esattamente come accade quando impariamo una lingua nuova: nessuno si aspetta di parlare fluentemente una lingua straniera al primo tentativo.

Eppure, con il disegno, pretendiamo risultati immediati.

Questo è uno dei motivi principali per cui pensiamo di non saper disegnare: confondiamo il risultato con il processo.

Il problema non è la mano, ma lo sguardo.

Un altro mito molto diffuso è che il disegno dipenda dalla mano: in realtà, la mano esegue ciò che l’occhio e il cervello hanno compreso.

Quando qualcuno dice:
“La mia mano non riesce a fare quello che ho in testa” …quasi sempre significa che lo sguardo non è ancora stato allenato.

Imparare a disegnare vuol dire soprattutto imparare a vedere:
  • vedere le relazioni tra le parti
  • vedere gli errori senza spaventarsi
  • vedere i progressi, anche piccoli
Questo tipo di visione si può allenare. A qualsiasi età.

Perché i metodi tradizionali spesso falliscono?

Molte persone hanno provato a imparare a disegnare da sole, copiando immagini o seguendo tutorial casuali. Quando non funziona, la conclusione è quasi sempre la stessa :“Vedi? Non sono portato.”

In realtà, ciò che manca è:
  • una progressione chiara
  • esercizi pensati per principianti assoluti
  • feedback
  • un tempo concentrato di pratica guidata
Senza questi elementi, il disegno diventa frustrante e conferma la falsa idea di non essere capaci.

Cosa succede quando il metodo è giusto.

Quando il percorso è strutturato, accade qualcosa di molto preciso:
  • l’ansia diminuisce (disegnare diventa un piacere e non uno stress)
  • l’attenzione aumenta (il disegno aiuta la capacità di focalizzazione)
  • il giudizio si sospende (perché si applica un metodo flessibile che rende impossibile lo svilupparsi di idee rigide)
  • il miglioramento diventa visibile (perché avviene in un tempo brevissimo)

È in questo momento che molte persone fanno una scoperta sorprendente: non era vero che non sapevano disegnare.

Semplicemente, non avevano mai avuto accesso a un modo efficace per imparare.

Disegnare non serve solo a “fare bei disegni”.

Un altro aspetto spesso ignorato è che il disegno non è utile solo per produrre immagini esteticamente riuscite.

Disegnare serve anche a:
  • rallentare
  • osservare meglio
  • concentrarsi
  • pensare in modo non verbale

Per questo molte persone si avvicinano al disegno anche senza l’obiettivo di intraprendere una carriera artistica.

E se non fossi tu il problema?

Se hai sempre pensato di non saper disegnare, prova a ribaltare la domanda:

E se non fossi io il problema, ma il modo in cui mi è stato insegnato (o non insegnato) a disegnare?

Se vuoi scoprire cosa succede quando il metodo è giusto, puoi esplorare il percorso di 24H Drawing Lab, pensato anche per chi parte da zero.​

Imparare a disegnare: da dove partire.

Il punto di partenza non è il talento, ma la disponibilità a:
  • osservare
  • fare errori
  • dedicare tempo concentrato
  • seguire un metodo
Quando queste condizioni sono presenti, il cambiamento è spesso rapido e sorprendente.

Conclusione

Pensiamo di non saper disegnare perché abbiamo imparato a giudicarci prima ancora di imparare. Ma il disegno non è un test di valore personale. È un linguaggio, uno strumento, una pratica.

E come tutte le pratiche, si può imparare.

Se ti ritrovi in queste parole, forse non è un caso. Imparare a disegnare non è una questione di talento, ma di esperienza guidata. A 24H Drawing Lab accompagniamo persone che pensavano di non saper disegnare a scoprire, in poche ore, che non era vero.

​Scoprire in pochi giorni che puoi imparare, può essere una bellissima cosa che fai per te.
👉 Vuoi capire se questo approccio fa per te?
Scopri come funziona il metodo di 24H Drawing Lab.
Impara a disegnare in 24 ore
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Regalo di San Valentino originale: un’esperienza creativa di coppia

16/1/2026

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Una coppia innamorata si abbraccia

You&Me: amore in corso. Pensato per chi vuole regalare tempo, attenzione e relazione.

Vai all'offerta
San Valentino è l’occasione per fermarsi e chiedersi: che tipo di tempo vogliamo regalarci?
You&Me: amore in corso nasce come risposta a questa domanda: un’esperienza di disegno da vivere in due, dove il gesto creativo diventa uno spazio di relazione, ascolto e presenza.

Un regalo di San Valentino diverso dal solito.

You&Me non è un corso tradizionale e non è una lezione tecnica. È uno spazio guidato in cui il disegno diventa uno strumento per:
  • rallentare
  • osservare davvero
  • stare in relazione
  • creare insieme
È adatto a:
  • coppie
  • amici
  • sorelle
  • genitori/figli
Non serve alcuna esperienza precedente: si parte da zero.

Perché regalare un’esperienza invece di un oggetto.

​Sempre più persone cercano un regalo di San Valentino esperienziale, qualcosa che non si limiti a essere ricevuto, ma che venga vissuto.

Un’esperienza creativa di coppia:
  • lascia un ricordo condiviso
  • crea un tempo dedicato, lontano dalle distrazioni
  • rafforza la connessione
Disegnare insieme non significa “fare un bel disegno”, ma fare spazio.

You&Me: amore in corso – Speciale San Valentino

Per San Valentino, 24H Drawing Lab propone un’offerta dedicata:
Offerta speciale –15% sul gift voucher You&Me valida fino al 10 febbraio
Il gift voucher:
  • arriva in formato digitale
  • può essere utilizzato in una data successiva
  • è un regalo originale, intimo e non convenzionale

Cos’è 24H Drawing Lab

24H Drawing Lab è un progetto che insegna a disegnare anche a chi pensa di non saperlo fare, attraverso un metodo intensivo, accessibile e profondo.
Il disegno non è visto come performance, ma come strumento di osservazione, cura e relazione.

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Disegnare in 24 ore: intensità, metodo e continuit

11/1/2026

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Mani sporche di carboncino realizzano un disegno

Disegnare in 24 ore: intensità, metodo e continuità

Cosa significa davvero un corso di disegno intensivo.
​
“Disegnare in 24 ore” è un’espressione che può generare entusiasmo o diffidenza ed è importante spiegare cosa significhi davvero. Non significa diventare artisti in un giorno, usare scorciatoie o formule magiche.

Significa entrare in uno stato di attenzione intensiva, in cui il tempo concentrato produce un cambiamento visibile.

Quando il lavoro è continuo, accompagnato, senza dispersioni, il cervello smette di tornare alle solite scorciatoie e inizia a costruire nuove connessioni.

Le prime 24 ore non sono un traguardo, ma una soglia: il momento in cui chi partecipa capisce che il disegno non è un mistero, ma una pratica accessibile. Da lì in poi, la continuità diventa possibile.

Un buon corso intensivo non si esaurisce nell’esperienza iniziale, ma apre uno spazio in cui si può tornare, approfondire, sbagliare meglio.
Autoritratto di un partecipante prima e dopo il corso di disegno

Le prime 24 ore sono una soglia di accesso per iniziare un percorso che dura nel tempo.

Leggi come sono strutturate le prime 24 ore di disegno:

Impara in 24 ore
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Il primo autoritratto non si dimentica: disegnare significa anche riconoscersi

4/1/2026

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Una ragazza sorregge uno specchio che le nasconde il volto

Il primo autoritratto non si dimentica: disegnare significa anche riconoscersi

Ci sono disegni che restano perché segnano un passaggio: per molte persone, il primo autoritratto somigliante è uno di questi.
Non è solo una prova tecnica: è un incontro con il proprio volto.

Per la prima volta, ciò che si vede allo specchio trova una corrispondenza sul foglio. Non idealizzata, non semplificata, ma osservata.

All’inizio, quasi sempre, l’autoritratto è piuttosto semplificato: occhi standard, bocca generica, un viso disegnato in modo schematico che difficilmente racconta chi disegna, e che non coglie le sfumature delle esperienze che quel volto ha accumulato nel tempo.

Poi qualcosa cambia: le proporzioni si aggiustano, le asimmetrie emergono. Il volto diventa specifico e finalmente ci somiglia.

Questo passaggio non riguarda solo il disegno. Riguarda la capacità di stare davanti a sé stessi senza scorciatoie.

Richiede la capacità di osservarci per ciò che realmente siamo, e di trasmettere parti di noi agli altri attraverso la comunicazione non verbale del disegno.

Autoritrarsi nell'era del selfie diventa un gesto rivoluzionario, che accetta il fatto che vedere richiede tempo, e che la somiglianza non è un effetto speciale, ma una conseguenza dell’attenzione.

Un corso di disegno che include l’autoritratto come esperienza centrale non insegna solo a disegnare meglio: insegna a guardare con maggiore onestà il nostro volto, riflesso in quello specchio meraviglioso che è la nostra mente.

L’autoritratto non serve a dimostrare bravura, ma a fare esperienza della somiglianza.
​

È uno dei momenti in cui molti capiscono che stanno davvero imparando a osservare.

Scopri perché l’autoritratto è parte centrale del percorso di 24H Drawing Lab:

Realizza il tuo autoritratto
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Perché alcuni corsi di disegno funzionano davvero (e altri no)

31/12/2025

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Un'opera realizzata al cavalletto in una stanza luminosa

Perché alcuni corsi di disegno funzionano davvero (e altri no)

Chi cerca un corso di disegno oggi si trova davanti a un’offerta vastissima: lezioni brevi, percorsi lunghi anni, corsi online, workshop intensivi, promesse di risultati rapidi o di perfezione tecnica.

Eppure, non tutti i corsi funzionano allo stesso modo ed è soprattutto una questione di progetto formativo.

Molti corsi deludono perché più orientati alle tecniche invece che dalla percezione. Altri perché danno per scontato che tutti imparino allo stesso ritmo. Altri ancora perché non prevedono un vero feedback, lasciando l’allievo solo davanti al foglio.

Un corso di disegno funziona quando:
  • accompagna chi parte da zero
  • costruisce progressioni reali
  • permette di vedere risultati concreti in tempi comprensibili
  • l’errore è uno strumento funzionale al raggiungimento degli obiettivi

Vedere un cambiamento nelle prime fasi non è un trucco motivazionale: è una condizione cognitiva fondamentale.

Quando l’allievo riconosce che il proprio sguardo sta cambiando, la motivazione smette di essere volontà e diventa desiderio.

La qualità di un corso di disegno non si misura da quanto promette, ma da quanto rende possibile.

Un corso di disegno non si misura dalla quantità di tecniche insegnate, ma dalla qualità dell’esperienza proposta.
​

Progressione, feedback e tempo concentrato sono ciò che permette un apprendimento reale.

​Capire se un corso è adatto a te è parte del percorso: qui trovi una descrizione del nostro laboratorio e della nostra esperienza.

Scopri il nostro corso
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    24H Drawing Lab
    Corso di disegno che ti consente di imparare a disegnare in 24 ore anche se parti da zero o pensi di non avere talento. Due volte vincitore del People's Choice Award di The Big Draw, negli anni ha avvicinato al disegno e alla comprensione dei linguaggi artistici migliaia di persone.

    Fondatrici:
    Sara Spizzichino, artista visiva
    Rivka Spizzichino, fotografa

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