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Come tenere uno sketchbook anche se pensi di non saper disegnare

19/5/2026

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Una ragazza tiene il suo sketchbook mentre disegna a inchiostro

Lo sketchbook non è solo “per chi sa disegnare”

Molte persone guardano uno sketchbook e pensano immediatamente a pagine perfette, schizzi realistici e disegni degni di essere pubblicati online.

È proprio questa idea che spesso blocca ancora prima di iniziare.

Si pensa di dover essere già capaci per poter riempire un quaderno di disegno, quando in realtà lo sketchbook nasce esattamente per il contrario: imparare, sperimentare, osservare e sbagliare senza pressione.

Uno sketchbook non è una prova da superare ma è uno spazio personale dove il disegno smette di essere performance e diventa pratica quotidiana.

Ed è qui che molte persone scoprono qualcosa di importante: il problema iniziale non è quasi mai la mano, ma il modo in cui si osserva.
​
Nel blog di 24H Drawing Lab abbiamo già parlato di quanto il disegno sia legato soprattutto allo sguardo e non soltanto alla tecnica. Quando si inizia a osservare con più attenzione, anche il tratto cambia lentamente.

Perché tenere uno sketchbook aiuta davvero a migliorare

Uno degli errori più comuni è aspettare “il momento giusto” per disegnare.
Si pensa di aver bisogno:
  • di più tempo;
  • di materiali migliori;
  • di maggiore sicurezza;
  • di un livello più alto.
Così si continua a rimandare. Uno sketchbook invece aiuta a creare continuità, anche attraverso disegni veloci e imperfetti.

Ed è proprio questa continuità che permette di migliorare davvero.

Disegnare ogni giorno cambia il modo di osservare

Quando si disegna con costanza, anche solo pochi minuti al giorno, iniziano lentamente a cambiare alcune cose:
  • si notano meglio proporzioni e forme;
  • il cervello smette di usare simboli automatici;
  • si osservano dettagli prima invisibili;
  • il tratto diventa più naturale;
  • la paura di sbagliare diminuisce.
Molte persone credono che migliorare significhi realizzare subito “bei disegni”. In realtà il cambiamento nasce spesso dalle pagine più semplici e disordinate e lo sketchbook diventa una traccia concreta del proprio percorso.

Secondo un approfondimento pubblicato da Creative Bloq, tenere uno sketchbook con regolarità aiuta anche a sviluppare osservazione visiva, memoria e libertà creativa senza la pressione del risultato finale.

Uno sketchbook non deve essere perfetto

Molte persone aprono un nuovo sketchbook e si bloccano davanti alla prima pagina.
La paura di rovinarlo diventa più forte della voglia di iniziare, ma uno sketchbook non dovrebbe essere impeccabile.
Può contenere:
  • linee storte;
  • prove veloci;
  • cancellature;
  • oggetti sproporzionati;
  • appunti;
  • ombre sbagliate;
  • esperimenti confusi;
  • pagine riuscite e pagine terribili.

Ed è normale così, anzi, spesso le pagine più imperfette sono quelle che mostrano meglio i progressi reali.
Chi disegna da tempo sa che il miglioramento non avviene in modo lineare, sa perfettamente che ci sono giorni fluidi e giorni frustranti. Lo sketchbook serve anche ad accettare questa parte del processo.

Cosa disegnare quando non si sa da dove iniziare

Uno dei blocchi più frequenti riguarda le idee, soprattutto quando si pensa di dover trovare qualcosa di interessante, originale o artistico.

In realtà all’inizio serve soprattutto imparare a osservare.

Gli oggetti quotidiani sono ottimi esercizi

Non serve cercare soggetti complicati.
Uno sketchbook può iniziare da:
  • una tazza;
  • una mano;
  • una pianta;
  • scarpe lasciate vicino alla porta;
  • una sedia;
  • pieghe di una felpa;
  • oggetti sulla scrivania;
  • persone viste in treno o al bar.

​Disegnare ciò che si ha davanti è uno dei modi migliori per allenare l’occhio.
Ed è proprio in questa fase che avviene il passaggio più importante: si smette lentamente di disegnare quello che si pensa di vedere e si inizia a osservare davvero forme, spazi e relazioni tra gli oggetti.
Questo approccio è molto vicino al metodo utilizzato da 24H Drawing Lab, dove il disegno viene affrontato come pratica di osservazione graduale e accessibile anche senza esperienza precedente.

Il talento non è il punto di partenza

L’idea del “talento naturale” blocca tantissime persone e spesso si tende a guardare chi disegna bene e si pensa che abbia semplicemente qualcosa che manca agli altri.

Ma nella maggior parte dei casi il disegno è soprattutto allenamento dello sguardo, pratica e continuità. Nessuno sketchbook nasce bello.

Anche chi oggi disegna molto bene ha riempito pagine piene di errori, sproporzioni e tentativi falliti, la differenza è che non si è fermato alle prime pagine.

Disegnare può diventare anche un momento mentale diverso

Negli ultimi anni molte persone stanno riscoprendo il disegno anche come attività capace di rallentare il ritmo mentale.

Quando si osserva qualcosa per disegnarlo, l’attenzione cambia. Ci si concentra sulle forme, sulle ombre, sui dettagli e sugli spazi negativi. Per qualche minuto il cervello smette di correre continuamente da uno stimolo all’altro, per questo tenere uno sketchbook può trasformarsi in una piccola pratica quotidiana fatta di osservazione, concentrazione e presenza.

​Non servono ore, anche dieci minuti possono aiutare a costruire un rapporto più naturale con il disegno.

Iniziare prima di sentirsi “pronti”

Molte persone aspettano di sentirsi abbastanza brave prima di iniziare uno sketchbook ma quasi sempre il miglioramento arriva dopo aver iniziato, non prima.
Le prime pagine potranno sembrare disordinate, incomplete o poco convincenti, è normale.

Lo sketchbook non serve a dimostrare qualcosa agli altri. Serve ad allenare lo sguardo e creare continuità.
Ed è proprio da qui che parte anche il lavoro da 24H Drawing Lab: aiutare a costruire un rapporto più semplice e accessibile con il disegno, partendo dall’osservazione quotidiana e non dall’idea di “essere portati”.
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    Autore

    24H Drawing Lab
    Corso di disegno che ti consente di imparare a disegnare in 24 ore anche se parti da zero o pensi di non avere talento. Due volte vincitore del People's Choice Award di The Big Draw, negli anni ha avvicinato al disegno e alla comprensione dei linguaggi artistici migliaia di persone.

    Fondatrici:
    Sara Spizzichino, artista visiva
    Rivka Spizzichino, fotografa

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